Sonic CD OST 20th Anniversary Edition – With download link!
The Sonic the Hedgehog CD soundtrack, revised and released for the 20th anniversary, was uploaded on our YouTube account. If anyone want to listen it, you can visit the playlist on YouTube. To download the archive with all the tracks, click here!
La colonna sonora di Sonic the Hedgehog CD, riveduta e rilasciata per il 20 anniversario, è stata caricata sul nostro account di YouTube. Per chiunque voglia ascoltarla, è possibile visitare la playlist su YouTube. Per scaricare l’archivio contenente tutte le tracce, cliccate qui!
Recensione 3DS – Star Fox 64 3D
- Team di Sviluppo: Nintendo EAD, Q-Games
- Pubblicazione: Nintendo
- Data di pubblicazione italiana: 9 settembre 2011
- Genere: Sparatutto su binari
- Prezzo consigliato: 44,98
Anche se non avrebbe bisogno di presentazioni, cominciamo col dire che Star Fox 64 3D è il remake di un cult della storia dei videogiochi, Star Fox 64 (conosciuto in Europa come Lylat Wars), pubblicato su Nintendo 64 nel 1997. A differenza del remake piuttosto fiacco di Zelda: Ocarina of Time, questo titolo è stato riprogettato completamente, con una grande cura per il comparto grafico e sonoro. Come ha menzionato più volte Shigeru Miyamoto, il produttore della serie, le vendite di questo titolo potrebbero essere un fattore determinante per il futuro di Star Fox. Il giocatore veste i panni di Fox McCloud, leader della squadra di mercenari nota come Star Fox, ed è accompagnato nelle missioni da Falco Lombardi, Peppy Hare e Slippy Toad. Quando il malvagio scienziato Andross invade il Sistema di Lylat, il Generale Pepper dell’esercito di Corneria non può far altro che interpellare Fox e i suoi compagni.
Il gameplay
Il remake ci propone tre livelli di difficoltà: la modalità Nintendo 3DS, dove i nemici sono meno potenti e l’Arwing più resistente, la modalità Nintendo 64, che ci propone la normale difficoltà della versione originale e, infine, la modalità Pro, la più impegnativa, che non è disponibile sin dall’inizio e va sbloccata. Prima di cominciare ogni partita, il giocatore può scegliere se utilizzare il giroscopio del 3DS per muovere la navetta Arwing.
Il giocatore può scegliere se affrontare la modalità Storia, che ci vedrà impegnati ad attraversare l’intero Sistema di Lylat, oppure cimentarsi nella modalità Sfida a Punti, dove è possibile selezionare i livelli già superati per tentare di battere i propri record. I punteggi sono indipendenti per ogni livello di difficoltà, e per ogni scenario vi sono tre medaglie differenti da raccogliere: bronzo, argento e oro.
Infine, è presente una divertentissima modalità Battaglia, in cui è possibile sfidare gli amici o, alternativamente, dei Bot il cui livello di abilità può essere impostato. Come molti hanno già lamentato, la mancanza del gioco online può essere sconfortante, ma almeno si può giocare contro gli amici con una sola cassetta di gioco.
Durante le fasi di gioco, l’Arwing viene pilotato con lo stick analogico del 3DS, che risulta estremamente comodo, mentre i comandi principali vengono gestiti dalla pulsantiera di comando e dai tasti dorsali. La croce direzionale, inoltre, è comodamente mappata con alcune utili manovre dell’Arwing, ovvero il looping e l’inversione a U. Alternativamente, si può utilizzare il giroscopio che, anche se risponde bene ai comandi, può essere davvero scomodo e stancante per chi è abituato a giocare più tradizionalmente.
Comparto grafico

Corneria nella sua nuova veste grafica. Oltre alle migliorie dei modelli, gli scenari e i loro sfondi godono di colori più accesi e vivaci.
- Sicuramente uno dei punti forti di questo rifacimento è la grafica, che è stata rimodellata sapientemente in modo da sfruttare le buone capacità dell’hardware del 3DS. Mi sembra appropiato, ancora una volta, paragonarlo al lavoro che è stato fatto con Ocarina of Time 3D: i modelli e gli scenari non sono stati semplicemente migliorati, ma rifatti totalmente, e la spigolosità del Nintendo 64 è solo un ricordo; le texture non sono sgranate o sporche, godono di una risoluzione ottima e la qualità è ulteriormente migliorata da shader all’avanguardia e effetti di bump mapping.
- Sorprendente è il livello di dettaglio con cui sono stati rinnovati molti elementi: per esempio, il mare di Zoness o la lava di Solar mostrano un effetto di fluidità unico, con ogni onda o increspatura animata indipendentemente, e reagiscono diversamente in base all’interazione del giocatore.
- Gli sfondi degli scenari ora appaiono più dettagliati e soprattutto colorati, a differenza dell’originale dove il vuoto cosmico era prevalentemente rappresentato da una totalità di nero che, a parer mio, dava un senso di vuotezza. Ora sullo sfondo possiamo vedere nebulose colorate, le stelle e numerosi detriti spaziali che rendono il tutto più vivace. Le superfici non sono mai piatte ma smussate e irregolari, con su Macbeth, dove l’area è ricca di ghiaia e sassi. Sorprendentemente, persino gli scenari della modalità Battaglia sono estremamente curati, laddove nella versione originale erano completamente spogli.
- L’effetto 3D è sicuramente uno dei migliori visto fin’ora sulla console, decisamente equilibrato e per niente fastidioso. In alcuni frangenti l’effetto è forte, in altri leggero, ma spesso possiamo vedere i nemici che ci stanno alle spalle in rilievo. La profondità dello scenario si nota specialmente nei cunicoli, come su Venom o prima della sfida con Andross.
Voto: 9
Comparto sonoro
L’intera colonna sonora di Star Fox 64 è stata rimasterizzata e arrangiata dal compositore Satomi Terui, che si è basato sulle tracce originali di Koji Kondo. Il risultato è molto buono, e le musiche sono di qualità maggiore rispetto alle originali. Vi sono anche alcune tracce totalmente nuove, come quelle della modalità Battaglia e una a sorpresa che non vi sto a svelare.
Il doppiaggio è stato reinterpretato accuratamente dagli stessi doppiatori della versione originale e, addirittura, sono state apportate alcune modifiche minori ai dialoghi.
Sebbene il doppiaggio originale sia di ottima fattura, non si può dire lo stesso di quello italiano: mentre alcune voci sembrano piuttosto azzeccate (come quella di Peppy o quella di Fox), altre sono totalmente fuori luogo (Wolf, che ha una voce grossa e minacciosa nella versione originale, in italiano ha ricevuto inspiegabilmente un tono stridulo e effemminato). Inoltre, per tutto il gioco sentiamo in continuazione sempre gli stessi doppiatori che non si sforzano nemmeno di cambiare tonalià di voce (il generale Pepper, l’istruttore di volo e tanti altri boss hanno la stessa identica voce).
Nonostante tutto, mi è bastato impostare la lingua della console per tornare a godermi i celebri dialoghi originali. Niente da dire per gli effetti sonori, che sono rimasti gli stessi ma fanno comunque la loro figura.
Per farvi un’idea della qualità della colonna sonora, potete trovare tutte le musiche del gioco sul nostro canale di YouTube.
Voto: 9
Longevità e rigiocabilità
Star Fox 64, così come il suo remake, è quasi la definizione di rigiocabilità. Benché la modalità Storia sia completabile al massimo in una mezz’ora, il giocatore deve attraversare più volte il Sistema di Lylat per scoprire ogni percorso alternativo disponibile e visitare tutti i pianeti. Certi scenari, inoltre, variano a seconda delle scelte che il giocatore ha fatto in quelli precedenti: per esempio, se la squadra Star Wolf non viene sconfitta a Ficina, comparirà nuovamente a guastarvi le feste nella base satellitare di Bolse, oppure, se la Great Fox verrà colpita dai missili nel Settore Z, sarà impossibile per il giocatore raggiungere l’Area 6.
Come ho già detto prima, ogni scenario ha tre medaglie da raccogliere: bronzo, argento e oro, ottenibili distruggendo il numero richiesto di nemici. Ottenere un buon punteggio è comunque un lavoro piuttosto impegnativo. Inoltre, bisogna raccogliere tutte le medaglie del Sistema Lylat per ogni difficoltà di gioco, il che aumenta ulteriormente la rigiocabilità.
La modalità multiplayer, pur non avendo il gioco online, potrebbe comunque farvi trascorrere qualche minuto di divertimento con gli amici o da soli.
Voto: 9
Commento finale
Star Fox 64 3D è un gioco veramente ben curato, in ogni minimo dettaglio, che dimostra ai giocatori di cosa è realmente capace il 3DS. L’elevato livello di rigiocabilità è il suo punto forte, e terrà incollati alla console i giocatori più incalliti. Un must per chi ama le sfide e comunque davvero consigliato a tutti i possessori del 3DS perché è un gioco che merita davvero, un restauro fatto come si deve, a differenza di un altro esempio che forse ho nominato troppe volte in questa recensione.
Voto: 9 / 10
Grafica rinnovata
Come potete facilmente constatare, la grafica del blog è stata rifatta. Spero vi piaccia.
L’intera grafica è stata fatta da Grim ad eccezione del logo, fatto da me.
Whistle Team Wiki
Dopo tanto tempo una news… Una news importante! Annuncio l’apertura della wiki sui progetti del Whistle Team, in cui lo staff riporterà tutto quello che fa parte del Whistle Team. Al momento pare molto spoglia, ma verrà riempita… E attenti agli spoiler!
Da oggi gli aggiornamenti della wiki verranno postate come news nel sito, evitando nell’articolo spoiler. Buona lettura!
Recensione PC – Bit. Trip BEAT

- Team di Sviluppo: Gajin Games
- Genere: Azione
- Pegi: +3
- Lingua: Tutto in Inglese
- Data di rilascio: 2 Novembre 2010
- Tipo: Digital Delivery (Steam – WiiWare – La recensione si basa interamente sulla versione di Steam)
- Prezzo: 7€ è il prezzo base, ma durante gli sconti di Steam è possibile acquistarlo anche a metà prezzo.
Bit. Trip BEAT è solo il primo di una serie che vede Commander Video, un pixelloso omino proveniente dallo spazio più profondo, vivere entusiasmanti avventure in tutto l’universo. Questa serie è Bit. Trip, franchise creato da un team di sole tre persone, Gajin Games, composta da ben sei titoli. Una delle caratteristiche più evidenti, escludendo i gameplay differenti fra ogni titolo, è lo stilo puramente rètro e “genuino” che farà felici tutti i nostalgici che hanno consumato i loro pad delle vecchie console; una scelta puramente stilistica, direte, ma che influenza in una maniera incredibile anche lo stesso gameplay.
Ma c’è tempo. C’è tempo di parlare per bene di ogni cosa, senza fare confusione. Scopriamo insieme se l’esperimento Gajin riesce a trovarsi uno spazio nel mondo videoludico odierno attraverso questa recensione.
Una riproduzione musicale di Arkanoid?
Bit. Trip BEAT, pur essendo un mix di tante cose già viste in altri videogiochi, riesce ad essere alquanto innovativo, fondendo il classico gameplay di Pong (o Arkanoid, come preferite) ad alcune componenti da rhythm game.
Iniziamo analizzando il concept, che è rimasto praticamente invariato dai due titoli appena nominati: si gestisce una racchetta (stiamo tenendo in considerazione la versione PC) grazie all’utilizzo del mouse e si cerca di respingere quanti più possibili beat; questi ultimi sono dei quadratini che arrivano da destra a sinistra e ne esistono di diversi tipi. Ad esempio esistono quelli che danno dei power-up al giocatore, tipo la doppia racchetta, altri “standard”, alcuni molto lenti e altri che si muovono in un ordine ben preciso e facilmente intercettabile. Riuscire a parare ogni tipo di beat è la base su cui si regge Bit. Trip BEAT, e anche se può sembrare fin troppo semplice risulta essere più profonda di quanto possa sembrare.
Bit. Trip BEAT si dedica molto allo score, ovvero a un punteggio del giocatore che ovviamente viene registrato in delle leaderboards online. Lo score viene calcolato grazie a un sistema di moltiplicatore, che in pratica consiste nell’aumentare di una barra posizionata in alto che, quando viene riempita, fa passare lo stato del giocatore da MEGA a HYPER; da questo momento in poi ogni volta che la barra verrà riempita nuovamente si aggiungerà un +1 al moltiplicatore attuale. D’altro canto se ci si farà attraversare da troppi beat una barra presente nella parte inferiore dello schermo si rimpierà a sua volta e così facendo si passerà dallo stato di HYPER a quello di MEGA. Se invece si è già in quest’ultimo si finirà al NEITHER, una specie di limbo dove l’unica salvezza è riempire la barra di sopra se non si vuole fare il fatidico game over.
La struttura di gioco è suddivisa in stage, tre per la precisione. Pochini, direte, e come non darvi torto. Va però detto come ogni livello sia alquanto lungo e sia a sua volta suddiviso in altri sotto-livelli. Inoltre alla fine di ogni stage è presente un boss speciale, ognuno dei quali è fatto davvero bene e va fatto un applauso per il boss finale, molto impegnativo e pensato.
Una parte molto importante del gameplay generale di Bit. Trip BEAT è sicuramente la vena ritmica e musicale del titolo. Giocando, infatti, al giocatore può capitare di pensare di avere davanti un gioco ritmico anche per il movimento dei beat e di tutto quello che si vede sullo schermo assolutamente legato alla musica, ma ci vuole ben poco per accorgersi che non si fa altro che muovere su e giù la racchetta, lasciando stare in tutto altro posto la sensazione ritmica dell’inizio del gioco.
Vecchio è bello!
Come già detto una delle caratteristiche più importanti di Bit. Trip BEAT è la realizzazione artistica, puramente 8-bit. Oltre a risultare d’effetto questa scelta è sicuramente azzeccata e ben implementata, dato che ogni minimo elemento riprodotto nello schermo restituisce un feeling pixelloso e vintage sia per quanto riguarda tutto ciò presente in primo piano, come ad esempio la racchetta, che per gli sfondi. Riferito a questi bisogna dire che, dato il loro essere di un finto-3D (comunque 8-bit), possono distogliere l’attenzione del giocatore e confondersi con i beat, ma probabilmente si tratta di una vera e propria scelta del team di sviluppo per la quale è difficile lamentarsi.
L’audio del titolo assume un’importanza di prim’ordine, perché semplicemente Bit. Trip BEAT senza audio non sarebbe Bit. Trip BEAT. Le musiche sono azzeccatissime, anch’esse ovviamente rètro e ispirate ai tempi d’oro che furono. Si tratta di lunghissime tracce chip-tunes, musica che ricorda quella prodotta dai limitatissimi processori delle meccaniche da gioco anni ’80; ma anche qua gli sviluppatori hanno preferito fare un rètro moderno: pur essendo delle canzoni “semplici” c’è una caratteristica trovabile nei videogiochi odierni: ovvero un variare del tono e del ritmo a seconda della situazione in uno stesso livello, e in questo caso succede col cambio fra MEGA e HYPER. Proprio quando si raggiunge questo secondo grado l’esperienza diventa più completa non solo dal punto di vista visivo ma anche per la musica, mentre al contrario l’esperienza vista nell’altro grade appare molto più piatta e povera.
Dire che il gioco sia del tutto giocabile non è molto completo: il gameplay è semplice e adeguato a tutti, ma una delle cose che ha allontanato tantissimi giocatori dal titolo e l’eccessiva difficoltà. Già dall’inizio del gioco arrivano tantissimi beat in una volta e respingerne una buona parte può essere difficile come cosa, ma il segreto è solo uno: avere perseveranza e riprovare fin quando non si riesce nell’intento, soprattutto perché riuscire a non finire un livello al primo tentativo è la regola d’ordine. La difficoltà del gioco rappresenta infatti l’unica motivazione (o quasi) per non acquistare questo titolo, ma se siete affascinati da questo gioco per lo stile dovreste già avere avuto a che fare con giochi difficili quanto Bit. Trip BEAT e quindi non avere troppi problemi.
Il gioco lo si può finire in poco tempo, ma questo porting per PC aggiunge le leaderboard online rendendo l’esperienza di gioco un po’ più duratura per chi si diverte con queste ultime. Una cosa che nella versione originale, ovvero quella WiiWare, mancava e se ne sentiva di molto la mancanza.
Voti
Giocabilità: 7 – Purtroppo il gioco, pur avendo un gameplay semplice, non è adatto a tutti per quanto riguarda la difficoltà. Tuttavia la precisione del mouse è sicuramente elevata, aiutando abbastanza questo campo.
Longevità: 7 – Quanto a longevità direi che non siamo a livelli molto elevati, ma se siete dei tipi che si lasciano rapire dallo score attack potreste perdere molto più tempo del necessario per finire il gioco (ovvero le tre/quattro ore).
Grafica: 8 – Lo stile rètro è curatissimo e si adatta molto bene al gameplay, rendendo l’esperienza di gioco unica e potenzialmente introvabile nel mondo videoludico odierno.
Sonoro: 8 – La colonna sonora va a braccetto con la veste grafica, con brani sempre all’altezza che accompagnano benissimo l’azione che avviene nel desktop.
Bit. Trip BEAT è un titolo atipico e riservato solo a una precisa fetta di videogiocatori. Di sicuro è molto simile ai “vecchi” giochi, considerando che in esso sono presenti tutte le loro principali caratteristiche (o quasi): uno stile fortemente 8-bit, un’altra rigiocabilità garantita dalle leaderboards (ora anche on-line!) e una difficoltà ben oltre la media. Se queste caratteristiche vi fanno gola allora dovreste sicuramente fare vostra questa rapperesentazione moderna dei giochi delle vecchie generazioni; se, invece, viceversa sono secondo voi cose che in un videogioco odierno non dovrebbero esserci o almeno dovrebbero essere limitate, guardate ben altro: il mercato digital delivery vi propone allo stesso prezzo ben altro, ovviamente più simile ai canoni odierni e a quello che state cercando.
Globale: 7,5
Recensione 3DS – Resident Evil: The Mercenaries 3D
- Team di Sviluppo: Capcom
- Pubblicazione: Capcom
- Data di pubblicazione italiana: 1 luglio 2011
- Genere: Sparatutto in terza persona
- Prezzo consigliato: 44,98
Resident Evil: The Mercenaries 3D è un gioco sviluppato e pubblicato da Capcom per Nintendo 3DS. Si tratta di una rivistazione dei minigiochi “I Mercenari” presenti in Resident Evil 4 e Resident Evil 5, adattati per la nuova console portatile Nintendo. È possibile impersonare 8 personaggi famosi della serie di Resident Evil: Chris Redfield, Jill Valentine, Jack Krauser, Albert Wesker, Rebecca Chambers, Barry Burton, HUNK e Claire Redfield. Ogni personaggio dispone del suo set di armi personale e di mosse corpo a corpo esclusive. Gli scenari, così come i nemici, sono ripescati da Resident Evil 4 e 5. Lo scopo del gioco è quello di sconfiggere il maggior numero di nemici entro lo scadere del tempo, cercando di ottenere il punteggio migliore. Per la prima volta nella serie di Resident Evil, la modalità Mercenari diventa un gioco a sé stante, arricchito da contenuti sbloccabili e una modalità di personalizzazione dei personaggi.
Il gameplay
- Prima di cominciare a giocare, possiamo andare nelle opzioni e scegliere se usare una visuale in prima o terza persona quando si mira. Inoltre, è possibile impostare lo spostamento della visuale invertito o normale. Una volta entrati nella schermata principale, ci troveremo davanti a una semplice interfaccia che ci permetterà di selezionare il personaggio, la missione e cominiciare il gioco in singolo o in multiplayer locale o online. Si entra in gioco molto rapidamente e con la semplice pressione di un bottone sul touch screen.
- Dal menù della selezione del personaggio, è possibile scegliere il personaggio e il costume da utilizzare. Inoltre, si possono impostare delle abilità speciali per ogni personaggio, le quali sono sbloccabili nel corso del gioco. Ogni personaggio ha tre slot disponibili, in cui disporre le abilità come meglio si crede. Tra queste vi sono, per esempio, l’abilità di sopravvivere più facilmente ai colpi che uccidono istantaneamente o quella di curare una maggiore quantità di salute con le erbe mediche. Infine, per ogni personaggio è possibile impostare che set di armi usare: ogni personaggio, oltre alle sue, può disporre delle armi di un altro, che possono essere acquistate con le monete di gioco del Nintendo 3DS. Una volta impostato al meglio il personaggio, è necessario scegliere il livello e la missione, per poi cominciare la partita.
- I controlli sono molto comodi e, per chi è già abituato con Resident Evil 4 e 5, risultano immediatamente familiari. Il personaggio si muove con la levetta analogica e si punta l’arma con il tasto R. Una volta estratta l’arma, è possibile mirare con la levetta e, allo stesso tempo, spostarsi se si tiene premuto L, una caratteristica introdotta per la prima volta in questo titolo. Premendo il tasto Y con l’arma estratta si spara, mentre se si preme il tasto B si ricarica l’arma. A differenza dei titoli precedenti, non è necessario tenere premuto un tasto per correre. Con il tasto A è possibile usare rapidamente le erbe curative dell’inventario, senza avere bisogno di selezionarle. Con il tasto Y si effettuano diverse azioni a seconda del contesto: può essere usato per colpire i nemici con gli attacchi corpo a corpo, saltare da una sporgenza all’altra, arrampicarsi o raccogliere gli oggetti sparsi per lo scenario.
- Le armi possono essere selezionate in qualsiasi momento grazie alla comoda interfaccia sul touch screen o premendo le frecce direzionali. Il touch screen mostra anche una piccola mappa per orientarsi nel livello.
Il gioco è suddiviso in cinque livelli, tutti composti da diverse missioni. Per completare ogni missione è necessario seguire le indicazioni fornite dall’operatore. La maggior parte delle volte, è necessario sconfiggere quanti più nemici possibile entro lo scadere del timer, racimolando combo e cercando di ottenere un buon punteggio. Alla fine della missione verranno presi in considerazione diversi fattori, come il numero massimo di combo e i nemici sconfitti, per poi ottenere un rank basato sul punteggio, il cui massimo è SS. Inoltre, al completamento di ogni missione si ricevono dei punti abilità che sbloccano le abilità speciali. Dopo determinate missioni, verranno sbloccati nuovi personaggi e costumi alternativi. In ogni situazione di gioco è possibile soddisfare determinati requisiti per ottenere degli “obiettivi” visionabili in qualsiasi momento nella sezione Medaglie del menù principale.
Comparto grafico

Anche se non è visibile in questo screenshot, il gioco è dotato di antialiasing.
La grafica è ben realizzata, con modelli poligonali piuttosto fedeli alle loro controparti su console casalinga. Le texture, d’altro canto, risultano piuttosto sporche e stirate. Gli effetti particellari, seppur ben realizzati, fanno faticare visibilmente la console, e l’azione di gioco comincia a rallentare quando ci sono troppe esplosioni su schermo.
Per risparmiare memoria, la console riduce la qualità dei modelli, delle animazioni e delle texture dei nemici più lontani, che sembrano muoversi a scatti. Fortunatamente, gli oggetti e i nemici più vicini al giocatore mantengono un’ottima qualità grafica, così come il modello del giocatore stesso.
Tutti quanti sono dotati delle stesse animazioni fluide di Resident Evil 5.
Gli scenari, invece, sono ben realizzati e non si riscontrano problemi particolari nella loro struttura. Fortunatamente, nel complesso questi sono problemi minori: il gioco è godibilissimo ugualmente e, a parte qualche occasionale calo di framerate (e la qualità degli oggetti distanti ridotta), la grafica di questo titolo rimane una delle migliori viste fin’ora sul 3DS, molto simile a quella di Resident Evil 4 e 5. L’effetto 3D non altera l’esperienza di gioco in maniera significativa.
Voto: 8
Comparto sonoro
Il comparto musicale consiste per la maggior parte in musiche tratte da titoli precedenti, non ritoccate. Gli effetti sonori sono di qualità pessima, e le voci dei personaggi sembrano fuoriuscire da una vecchia radio. Lascia perplessi il fatto che Capcom abbia deciso di dedicarsi così poco al comparto sonore, seriamente. Gli effetti sonori di scarsa qualità stonano parecchio in congiunzione con la colonna sonora orchestrata di questo titolo.
Voto: 5
Longevità e rigiocabilità
Questo gioco, essendo simile a un arcade, consiste nel cercare di stabilire dei nuovi record. La rigiocabilità, quindi, è un punto fondamentale di The Mercenaries 3D. Oltre a dover migliorare il proprio punteggio, è possibile cimentarsi in partite online con giocatori di tutto il mondo e amici, il che aumenta ancora di più la rigiocabilità. C’è anche un sistema di obiettivi in cui vi sono 50 Medaglie da ottenere, che potrebbe tenere occupati quei giocatori che amano completare i giochi al 100%. Grazie al sistema di abilità speciali e di personalizzazione dei personaggi, è possibile provare combinazioni sempre nuove, ma alla lunga questo stile di gioco potrebbe stancare i meno appassionati. Le missioni principali durano ben poco e, se si è già piuttosto esperti, si potranno completare nel giro di qualche ora.
Voto: 8
Commento finale
The Mercenaries 3D è un gioco realizzato piuttosto male, quasi in modo affrettato, e risulta pieno di difetti. Nonostante tutto, è comunque molto divertente e può tenere incollati alla console per parecchio tempo. Si gioca in modo simile a un arcade ed è consigliato solo ai veri fan di Resident Evil o ai giocatori amanti delle sfide a punteggi.
Voto: 7 / 10
Meet the Medic sottotitolato
Il Whistle Team vi regala i primi sottotitoli italiani al mondo per il nuovissimo video di Valve, Meet the Medic (Incontra il Medico), riguardante il noto Medico di Team Fortress 2. Buon divertimento!
Recensione DSi Ware – Ivy the Kiwi? Mini

- Nome: Ivy the Kiwi? Mini
- Sviluppatore: Prope
- Piattaforme: Nintendo DSiWare (il gioco è uscito anche per altre piattaforme, ma la recensione si basa su questa)
- Genere: Platform, Puzzle game
- Data di pubblicazione italiana: 19 Novembre 2010
Non trovate anche voi che il mondo videoludico a volte sia ingiusto? Si dà tanto spazio ai giochi più famosi anche se magari, zitta zitta, una casa di sviluppo (Prope, in questo caso) crea una vera e propria perla magari anche più maestosa di un altro gioco ma che, essendo meno famosa, vende di meno. E Ivy the Kiwi? Mini (ricordo che il suffisso Mini viene dato solo nella versione digital delivery, essendo la più… “mini”) è la perfetta dimostrazione di quello di cui sto parlando. Un gioco con un ottimo concept, originale e che unisce due generi in un mix molto interessante ma che, purtroppo, non ha avuto il successo che invece meritava.
Immaginate per un attimo un libro di fiabe. Uno molto vecchio. Un libro dove viene raccontata la bellissima e incantevole storia di un Kiwi (un particolare tipo di uccello che non è capace di volare), chiamato Ivy, che, al suo risveglio dalla nascita, non vede la sua amata mammina e che quindi decide, come d’istinto, di iniziare a correre per cercarla. Immaginatelo che attraversa monti e città (in tutti i sensi) collezionando piume color fuoco appartenenti alla sua mamma mentre viene deriso da tutti; immaginatelo mentre piange e mentre ha le sue zampettine quasi congelate, ma non vuole demordere per nessun motivo al mondo. Immaginate che voi, come eroi della fiaba, dobbiate tentare di aiutarlo: ma come?
Dannati topi…
Ma come è burrascoso, il cammino del piccolo Ivy! Sembra quasi un inferno. Eppure, crederci o non crederci, il piccolo Kiwi compie percorsi alquanto normali: città, montagne, laghi… però, chissà come mai, tutti ce l’hanno con lui. Perché non sa volare, perché è rosso, perché cammina dentro a un uovo. Deve difendersi da solo da aculei spinosi, topi, corvi e addirittura da gocce fuoriuscenti dal soffitto. Anche se, a dirla tutta, non è proprio solo: infatti potrà contare sull’aiuto del giocatore che, attraverso l’utilizzo del pennino, potrà creargli il percorso per le piattaforme più alte e addirittura scagliarlo contro i nemici; tutto questo grazie al semplice utilizzo della precisa periferica che ha caratterizzato la console portatile Nintendo della generazione scorsa, anche se è purtroppo da segnalare come a volte, nei momenti più caotici, si finisca col notare come il pennino possa non rispondere perfettamente ai comandi (nulla di cui, però, lamentarsi in modo esagerato).
Il livello di difficoltà è bilanciato benissimo e si inizia con alcuni livelli molto semplici ad alcuni davvero difficili, pieni di trappole e nemici ovunque; se poi aggiungete il fatto che in ogni livello è presente la possibilità di raccogliere dieci delle piume (indispensabili se si vuole completare il gioco) capite da soli che di certo il gioco non è semplice. Fortunatamente gli stage

Credetemi, la grafica dal vivo rende molto di più!
non sono troppo grandi, quindi il dover riprovare più volte per completarli o addirittura finirli non è esageratamente noioso o straziante. Tuttavia nel corso dei cinquanta livelli preparati dagli sviluppatori troveranno anche spazio elementi di gioco che aiuteranno Ivy, cioè le rocce. Esse saranno trasportate nello stesso modo in cui si trasporta il piccolo pennuto, con la semplice differenza che se non vengono toccate restano immobili: questi massi saranno molto utili per la distruzione di blocchi altrimenti infrantumabili o per l’uccisione di nemici. Comunque, tutte le scelte da prendere durante un livello saranno veloci e si avrà ben poco tempo per pensare; infatti spesso vi capiterà di dimenticarvi di fare una corda come scudo dalle gocce d’acqua ma nel continuo movimento di Ivy del momento è una cosa normale avere qualche dimenticanza o confondersi (questo, poi, soprattutto negli ultimi livelli, perché ogni livello dev’essere finito entro trecento secondi).
Total Score e Mini Version
Si sa che una cosa che è andata a perdersi coi giochi è sicuramente lo score, cioè il punteggio che dà un motivo alla presenza delle classifiche in Ivy the Kiwi? Mini. I punti si ottengono finendo i livelli, sconfiggendo nemici o distruggendo blocchi, e il punteggio di un determinato stage va a sommarsi di quello precedente, formando quindi il Punteggio Totale; quest’ultimo va perso se si fa un game over ma viene salvato nella classifica apposita, ovviamente (nota: il game over non causa nient’altro se non la perdita del Total Score). Una perdita rispetto alla versione per Wii che non fa sentire troppo la sua mancanza è la possibilità di giocare insieme ad un amico in multiplayer nel quale il secondo giocatore cerca di ostacolare il primo, che ovviamente aiuta Ivy.
Ora, analizziamo un attimo le differenze tra la versione Mini (quella su cui si basa la recensione) e quella normale. La Mini è digital delivery (precisamente oltre che un DSi Ware è anche un Wii Ware), mentre la seconda è ovviamente retail per Wii e DS. La prima la potrete acquistare a 5€ per DS/3DS, a (penso, ma non sono sicuro) 8€ per WiiWare, mentre la retail costa quanto ogni titolo per DS/Wii: insomma, una bella differenza di cifre, no? Tuttavia la versione retail possiede 50 livelli extra che quella digital delivery non possiede. Insomma spetta a voi decidere quale sia la più conveniente in rapporto a quantità/prezzo. Io, sinceramente, continuo a preferire la versione digital delivery.
Un disegno nostalgico
Se forse non lo avete ancora capito, una delle cose a cui punta Ivy the Kiwi? Mini è il fattore nostalgia: oltre allo score, infatti, il sonoro ricorda un po’ delle canzoni retro e, insieme agli effetti sonori, non appare di livello troppo elevato ma si lascia ascoltare benissimo.
La grafica è fluida e non ci sono cali di frame-rate nemmeno nei momenti più caotici, ma è da segnalare un level design un po’ monotono anche per realizzazione tecnica; ogni sfondo, inoltre, si somiglia un po’ troppo con l’altro e quindi iniziano a sapere di “già visto” col passare dei capitoli. Ottime le animazioni di Ivy e comunque in linea generale la grafica è sopra la sufficienza, anche grazie all’effetto pennellata che è stato ottimamente scelto.
Tirando le somme…
Gameplay: 8,5 – Genialità e originalità sono misti benissimo per un gameplay diverso dal solito e che vi sorprenderà pur essendo molto semplice.
Longevità: 8 – Cinquanta livelli tutti rigiocabili per il 100% al prezzo di 5€ beh… non sono mica male!
Grafica: 7 – La grafica non è di alto livello ma comunque si lascia guardare. Stile comunque azzeccatissimo e buone animazioni.
Sonoro: 8 – Comparto sonoro di tutto rispetto con uno stile retro ottimo. Piacerà tantissimo ai nostalgici.
… Ivy the Kiwi? Mini è un prodotto altamente consigliato. Una curva di apprendimento ottima, un protagonista irresistibile (chi ha detto che un gioco per avere un ottimo protagonista quest’ultimo dev’essere umano si sbagliava), una trama leggera e dolce e un gameplay originale e ben congegnato rendono la perla di Muuu Yuji e dei suoi ragazzi un must per ogni amante dei puzzle game che sta cercando qualcosa di diverso dalla massa.
Voto Generale: 8,5 / 10
Recensione XBLA – Pac-Man Championsip Edition DX

Sviluppatore: Namco Bandai
Distributore: Namco Bandai Italia
Disponibile per: Xbox Live Arcade, PlayStation Network
Genere: Arcade
Modalità: Single player, Classifiche online
Al giorno d’oggi, l’uso del termine “capolavoro” va sempre più associato in maniera sbagliata, definendo un gioco in tal modo senza che però lo sia davvero.
Ma cos’è quindi, un capolavoro? Per quanto mi riguarda, un capolavoro dev’essere un gioco capace di divertire, tecnicamente ben fatto, longevo e con un ottimo gameplay. Pac-Man Championsip DX ha fin da subito fatto scalpore, e fin da poco tempo dalla sua uscita, la gente lo definiva un, appunto, “capolavoro”; ma è riuscito davvero nel suo intento, portando una ventata di aria fresca di novità alla serie? Scopriamolo insieme passo passo.
Una serie storica, ma che ha avuto i suoi bassi e alti
Probabilmente, insieme a Super Mario e Topolino, il personaggio di Pac-Man è uno dei più conosciuti a livello mondiale, data la semplicità dell’idea su cui è basato ed la sua accessibilità a praticamente tutte le fasce d’età.
Insieme al fail per Wii Pac-Man Party, la Namco ci presentò la versione Championsip, che però perfetta non era per niente. Dopo alcuni anni, è finalmente uscito il piccolo gioiello Championsip Edition DX, che ha praticamente eliminato tutti i contro del prequel.
Una nuova formula azzeccata?
Da sempre il fattore “sopravvivenza” ha caratterizzato la serie di Pac-Man, ma con questo nuovo gioco essa viene riconsiderata: la nostra pallina gialla potrà, finalmente, avere la meglio sui fastidiosi fantasmini che ci segueranno per tutto il nostro cammino per una delle varissime aree.
Fin da subito ci si accorge che ogni mappa è come divisa in due parti, una destra e una sinistra. Infatti, ripulendo una parte dalle palline gialle, l’altra si riempirà di esse e viceversa, e stesso sarà in genere per i frutti; questo costringerà il giocatore a non fermarsi mai, se non vuole finire morto. È inoltre stato aggiunto un nuovo tipo di fantasmini, i dormienti: come già il nome consiglia, essi dormiranno finché, più feroci che mai, non gli passerete accanto, cominciando così a inseguirvi.
Un’altra nota di merito va all’aggiunta delle bombe, armi utilizzabili da Pac-Man per difendersi durante i rallentamenti che avverranno quando vi avvicinerete a un fantasmino. Le bombe rispediranno i fantasmini al loro respawn, per poi tornare alla caccia più spietati che mai. I rallentamenti di cui ho accennato, comunque, vi permeteranno di decidere con calmala strada da scegliere, creando una situazione in cui bisognerà scegliere velocemente e per bene. Inoltre, farsi inseguire da tanti nemici non potrà che essere un bene perché, dopo

Gli scenari solo super-personalizzabili!
aver ingoiato una pallina che vi permetterà di nutrirvi dei fantasmi, un elevato numero di essi garantirà uno score alquanto alto.
Tutto ciò definisce ancora meglio le intenzioni di Namco con questo nuovo gioco di riconsiderare il gameplay dell’amata pallina gialla, perché è tutto azzeccatissimo per mirare meglio a quello che, appunto, Namco ha intenzione di fare: “tralasciare” la resistenza ma bensì dedicarsi a far fare il maggior numero di punti possibili dal giocatore.
Per quanto il gameplay sia semplice e immediato, ci si accorge facilmente e dopo poco che ad ogni fine partita il giocatore impara qualcosa di nuovo, perché i segreti e i “trucchi” per migliorare sono tantissimi e massicci.
Le leaderboard online sono una scelta azzeccatissima, sia perché cercando di superare i record altrui può davvero capitare di dimenticarsi del tempo che passa sia perché è possibile scaricare i replay delle migliori partite, e questo può servire per migliorare se stessi guardando gli altri che giocano. I labirinti sono già da sé tanti (ben 10), e ognuno di essi può essere vissuto con diverse modalità (che sono davvero ben fatte e ben ideate) e con diversi livelli di difficoltà. Sta’ a voi scoprire quali sono essi, però.
Gameplay: 9,5
Come già detto, semplice e immediatissimo. Le modalità sono tante e belle, le nuove idee sono azzeccate al top e, insomma, non si poteva davvero chiedere di più.
Longevità: 9
Le tante modalità con cui ogni livello può essere finito, i 10 percorsi tutti fantastici e con le proprie caratteristiche, le leaderboard online, gli achievement che sono un incentivo molto più grande di quanto voi possiate immaginarvi e il fatto che, essendo Pac-Man, una partita fatta ogni tanto nei momenti di noia non scappa mai, possono bastare per intendere quanto questo titolo sia longevo?
Grafica: 9
“Stupenda” è dir poco. È personalizzabilissima, in quanto è possibile modificare lo stile della grafica variando da un 8-bit style a un falso 3D, ed ogni tipo di grafica è fatto benissimo; soprattutto un applauso agli scenari, che anche essi si possono personalizzare (escluso uno di diversi colori) e adattabili allo stile che preferite.
Sonoro: 9
Le OST sono meravigliose e accompagnano come pochissimi altri giochi l’accadere. Nulla da ridire sugli effetti sonori che sono simulati in modo sublime e variano fra un vecchio e nuovo stile.
Globalmente parlando
Come detto ad inizio recensione, insieme dovevamo riuscire a capire se questo nuovo episodio della serie Pac-Man ricopre il ruolo di capolavoro. Ebbene, come probabilmente avrete già capito, lo fa senza nessun ripensamento. Il gioco diverte, appassiona, dura tanto ed è ben fatto: tutte cose che, rinchiuse in una scatola di cartone, sono legate fra di loro da un bellissimo filo dorato, con su scritto “Epicità”.
Voto: 9,2
Pro:
- Divertentissimo
- Longevo
- È Pac-Man!
Contro:
- Achievement troppo semplici
- Alla lunga può diventare ripetitivo
Recensione Wii – Ōkami
- Team di Sviluppo: Clover Studio
- Pubblicazione: Capcom
- Data di pubblicazione italiana: 13 giugno 2008
- Genere: Azione, avventura
- Prezzo consigliato: 19,90 €
Ōkami è un gioco sviluppato da Clover Studio e pubblicato da Capcom. Originariamente uscito su Play Station 2, ne
è stato in seguito creato un porting per Wii. Il gioco mette il giocatore nei panni di Amaterasu, dea del Sole dalle sembianze di un lupo bianco, che viene risvegliata dal suo sonno centenario per liberare le terre di Nippon da una forza oscura che le pervade. Accompagnata dall’artista vagabondo Issun, Amaterasu dovrà rischiarare le tenebre che affliggono i magnifici paesaggi di Nippon grazie alla sua abilità speciale, il Pennello Celestiale, che le permetterà di controllare diversi elementi naturali e compiere determinate azioni.
Il gameplay

La magnifica grafica in cell-shading del gioco salta subito all'occhio. Notare i fiori di sakura, un tema ricorrente.
Non appena avremo il controllo di Amaterasu, potremo subito abituarci ai comandi piuttosto semplici. Il nunchuk viene usato per muoversi con la levetta direzionale, il tasto C per scavare buche o mordere determinati oggetti e il tasto Z per esaminare gli oggetti circostanti o confermare delle scelte. Il Wii Remote, invece, ha funzioni diverse: con le frecce direzionali si ruota la telecamera, scuotendolo si attacca (solo durante le battaglie) o si effettua una spinta che permette di andare più veloci. Tenendo premuto il tasto B si accede alla funzione principale di questa avventura, ovvero il Pennello Celestiale: una volta in questa modalità, il giocatore può disegnare diverse cose che attivano determinati poteri: una linea dritta per affettare oggetti e nemici, una spirale per richiamare il potere del vento, un cerchio per far sorgere il Sole nel cielo e così via. Nonostante l’apparente semplicità del tutto, bisogna far notare che non sempre il gioco riesce a riconoscere in modo accurato ciò che si disegna e spesso questo risulta frustrante, ma non è un grosso problema.
Il compito principale di Amaterasu è di bandire il male che lentamente sta corrompendo Nippon. Per farlo, dovrà sterminare il numero elevato di nemici e rinvigorire la natura, specialmente gli Alberelli Guardiani in cui risiede lo spirito della divinità naturale Sakuya. Quando questi speciali alberi fioriscono, la nebbia oscura e malsana che appesta quella zona si dirada miracolosamente. Inoltre, Amaterasu deve infiltrarsi in diverse fortezze nemiche e sconfiggere i Boss per proseguire nella sua avventura. Compiendo determinate azioni, tra cui sfamare gli animali e far germogliare delle piante, Amaterasu riceverà dei punti di merito che possono essere usati per aumentare le proprie doti divine, come l’energia o le boccette di inchiostro per il Pennello Celestiale. Il mondo di questo gioco compare davvero vasto ma fortunatamente ci sono alcune aree che fungono da Warp Point, situate in alcuni specchi d’acqua, dove è possibile gettare una moneta per teletrasportarsi in alcune aree già visitate.
Le battaglie sono gestite in modo particolare: mentre si percorrono le lande di Nippon, il giocatore incontrerà diversi nemici basati su vari demoni del folklore giapponese. Non appena inizia lo scontro, Ammaterasu e i suoi avversari saranno circondati da un campo di forza oscuro, che confinerà la battaglia in un area ristretta. Solo in questo momento la nostra divinità potrà attaccare con le armi attualmente equipaggiate. Ci sono tre slot: arma primaria, secondaria e oggetti vari, dove è possibile per esempio equipaggiare la tavoletta del fuoco per poter sguazzare tranquillamente nella lava.
Sorprendentemente ricco di azione e luoghi da esplorare, Ōkami è un gioco che tiene il giocatore incollato allo schermo grazie al suo stile artistico unico e affascinante, alla colonna sonora maestosa, a una storia davvero coinvolgente e a un gameplay veramente ben riuscito.
Comparto grafico
La grafica, come risulta da subito evidente, è il punto di forza il gioco. Adoperando uno stile di cell-shading davvero unico, gli sviluppatori sono riusciti a dare un tocco ancora più orientale al gioco. Infatti, il tutto ricorda i dipinti ad inchiostro orientali meglio noti come sumi-e, misto a uno stile artistico caratterstico dell’antico Giappone, con netti contorni neri, personaggi e scenari estremamente stilizzati e colori che si alternano tra allegri e accesi per i luoghi purificati e oscuri, spenti e terrificanti per quelli corrotti dal male. Nonostante i modelli poligonali siano semplici e cartoneschi, questo non si rivela affatto un problema ma, anzi, contribuisce al godimento dell’esperienza artistica unica che questo gioco offre.
Voto: 9
Colonna sonora
Le musiche sono perfette, adatte allo stile favolesco orientale che questo gioco richiama. Molto simile alla musica tradizionale nipponica, la colonna sonora condisce in modo adeguato il mito di Amaterasu per tutta la sua durata. Notevoli le musiche degli spazi aperti, che trasudano epicità, così come quelle che fanno da contorno alle scene più toccanti, infondendo nel giocatore forti emozioni. Il comparto sonoro è molto vario e ben realizzato.
Voto: 9
Longevità e rigiocabilità
Il gioco è piuttosto longevo. Mentre scrivo questa recensione, sono a più di una giornata complessiva di gioco e ho appena superato la metà. Ovviamente, tutto ciò senza soffermarmi più di tanto a completare le missioni secondarie o a cercare gli oggetti nascosti. Proprio così, come ogni avventura che si rispetti, Ōkami consente al giocatore di cimentarsi in numerosissime missioni secondarie, assegnate dai personaggi non giocanti, che purtroppo non sono sempre molto varie (menzione speciale le missioncine in cui bisogna scavare nei sotterranei) ma comunque impegnative. Inoltre, nel gioco è presente un numero elevato di scrigni e luoghi nascosti, accessibili sfruttando tutti i poteri ottenuti: in maniera simile ai Portacuore di The Legend of Zelda, Amaterasu deve scovare tutti i frammenti di sole sparsi per Nippon per aumentare ulteriormente la sua energia vitale. Oltre a queste cose, ci sono una miriade di missioni terziare da portare a termine: rinvigorire gli alberi e le piante morte, sfamare gli animali selvatici, collezionare le zanne di drago e accumulare punti di merito per aumentare i propri poteri divini. Insomma, c’è talmente tanta roba da fare nel vasto mondo di Ōkami che il giocatore di certo non può rimanere annoiato.
Voto: 9
Commento finale
Un gioco che merita davvero di stare nella collezione di qualunque giocatore, sicuramente uno dei migliori di sempre. Il suo stile unico saprà coinvolgervi tantissimo.
Voto: 9 / 10
Galleria Mii con codici QR
Come credo sappiate tutti, da pochi giorni è uscita la nuova console portatile Nintendo, il Nintendo 3DS.
Sotto consiglio di Grim abbiamo quindi deciso di approfittare della facilità di condivisione dei Mii su 3DS per creare una galleria tutta per loro, dove potrete scaricare i vari Mii che verranno proposti. Vi lascio al link della pagina.
Link | Galleria Mii
Resident Evil Library – Wiki
Oggi annuncio un nuovo progetto del Whistle Team, creato da Grim, riguardante Resident Evil: Una wiki dedicata al videogioco Resident Evil aperta a tutti i fan e non della serie!
Ognuno può riempire le voci mancanti, chiediamo solo di riportare notizie veritiere e di utilizzare un linguaggio adatto per una wiki (alias: non sono ammesse abbreviazioni e si richiede un linguaggio semplice ma allo stesso tempo completo).
Link | Resident Evil Library










